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Danza e ballo, un po’ di storia

Le origini della danza, considerata unanimemente la madre di tutte le arti, si perdono nella notte dei tempi. La danza è sempre stata presso tutti i popoli straordinario e radicato mezzo di espressione, celebrazione e aggregazione sociale. La danza è un’impronta di vita a un grado più elevato. Per Dante era una attività superiore riservata ai beati del Paradiso. Infatti, nel’ultimo canto della Divina Commedia dice: “la danza è l’amor che move il cielo, il sol e l’altre stelle”.


Da sempre l’uomo ha danzato per esprimere emozioni profonde: estasi, angoscia, paura, desiderio. In tutti i momenti solenni e più importanti della sua esistenza l’uomo ha danzato: per propiziare la pioggia, infondersi coraggio prima di una battaglia, durante i matrimoni, i funerali, la semina, il raccolto. La danza per l’uomo primitiva ha sempre avuto carattere rituale, che nasce in quanto rappresentativa degli accadimenti della vita. Nella società arcaica è essenziale per rappresentare la religiosità, il suo esistere come forma di rapporto e unione con l’ignoto e loe leggi sovrumane che regolano i cicli vitali della natura. Platone disse: “La danza è un dono deigli Dei e ad essi va consacrata”. E’ il primo linguaggio usato dall’uomo primitivo per esprimere l’irrazionale, il trascendentale, tutto ciò che non può essere spiegato con le parole. la storia della danza si fonde perciò con la storia dell’umanità fino a diventaqrne un tutt’uno.

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